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Una carriera lunga trentacinque anni quella di Giuseppe Lipera, cominciata appena diplomatosi al liceo scientifico nel 1974, quando intraprende, ancor prima di conseguire la laurea, la pratica forense presso lo studio legale del padre Pietro. Iscrittosi all’Albo degli Avvocati di Catania, fonda nel 1983, radunando intorno a sé alcuni giovani colleghi, l’associazione “Avvocatura e Progresso”, ottenendo l’abolizione di ogni differenza tra la figura del Procuratore Legale e quella dell’Avvocato. Dedito inizialmente al diritto civile, sarà l’incontro con Enzo Tortora del 1985, a suscitare in lui la grande passione per il processo penale. Da lì il susseguirsi di una lunga serie di successi giudiziari che ne amplificano la popolarità mediatica: la difesa del giovane gay a cui era stata tolta la patente di guida; di Antonino Speziale, accusato dell’omicidio dell’Ispettore Filippo Raciti; del Dirigente Generale della Polizia di Stato Bruno Contrada. “L’imputato colpevole si assiste, l’innocente si difende”, è il suo assioma. Per questo principio, per il costante impegno giuridico, e per l’importante contributo prestato alla lotta per la Verità e la Giustizia, viene consegnato il premio “Maugeri – Amenano d’Argento 2009” a Giuseppe Lipera. 
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